A luglio 2020 l’Unione Europea lanciava il programma Next Generation EU stanziando complessivamente 750 miliardi di euro per favorire la ripresa economica e sociale degli Stati membri a seguito della crisi pandemica. All’Italia, prima beneficiaria dei fondi, sono stati assegnati 191,5 miliardi di euro, a cui si sono aggiunti 30,62 miliardi dal Fondo Nazionale aggiuntivo e altri 13 miliardi dal Programma ReactEU. La somma complessiva è quella prevista nel noto Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, vasto programma di investimenti e riforme volte a contribuire alla crescita del Paese su 3 pilastri: sviluppo economico, digitalizzazione e sostenibilità.

Destinatari dei finanziamenti sono 3 soggetti:

  • Soggetti titolari: ovvero le Amministrazioni centrali come Ministeri e strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
  • Soggetti Attuatori: sono molti e di diversa natura. A titolo di esempio parliamo di: enti territoriali, autorità portuali, università e così via;
  • Soggetti Realizzatori: ovvero quei soggetti e/o operatori economici che, a vario titolo, sono coinvolti nella realizzazione del progetto come fornitori di beni o servizi ed esecutori dei lavori. Tali soggetti vengono individuati dal soggetto attuatore nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale applicabile, ad esempio in materia di appalti pubblici.

Molte delle risorse del PNRR sono destinate alle imprese che possono presentare progetti in diversi ambiti:

  • Transizione 4.0
  • Turismo 4.0
  • Rivoluzione verde e transizione tecnologica
  • Startup e Venture Capital
  • Fondo Impresa Donna

Sono 3 le modalità di accesso ai fondi per le imprese:

  1. Risposta a bandi o avvisi pubblici;
  2. Presentazione di richieste o istanze individuali;
  3. Contratti di sviluppo e contratti di filiera.

Per accedervi efficacemente sarà indispensabile adottare un comportamento proattivo basato su tre concetti fondamentali: compliance, digitalizzazione e sostenibilità.

Secondo l’Osservatorio PNRR presso The European House – Ambrosetti (Teha) il 2024 sarà un anno cruciale per l’avanzamento del PNRR in Italia. Tuttavia un numero significativo di imprese riscontra ancora difficoltà nell’accesso ai fondi: le principali criticità riscontrate riguardano l’interpretazione delle normative (per il 28% del campione intervistato da Teha) e la mancanza di dialogo con gli enti pubblici (23%).

Il nostro Studio offre consulenza specialistica in questo ambito, supportando le imprese nella presentazione delle domande e nell’adozione di best practice al proprio interno, per un accesso più efficace ai fondi. Contattaci per approfondimenti.

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Su questo argomento, l’avvocato Rizzardo del Giudice è intervenuto lo scorso 24 maggio alla tappa Trentino Alto Adige degli Innovation Days organizzati da Il Sole 24 Ore in collaborazione con Confindustria Giovani Imprenditori. L’iniziativa, alla sesta edizione, è un roadshow che coinvolge tutte le Regioni con lo scopo di sensibilizzare le imprese in merito a nuove opportunità di crescita investendo in tecnologia e settori d’avanguardia.